Agosto 5, 2026

Depuratore gratis? Il costo non sparisce: si sposta

Prima di firmare · offerte “a costo zero”

Un depuratore installato senza pagare nulla, e paghi solo la manutenzione. L’offerta esiste davvero e non è illegale. Ma il costo non sparisce: si sposta dentro il canone e dentro la durata del contratto. Questa guida serve a farti vedere dove finisce, e quali tre righe leggere prima di mettere la firma.

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In breve. Nelle offerte “depuratore gratis, paghi solo la manutenzione” l’impianto non te lo regalano: il costo si sposta nel canone e nella durata del vincolo. Per capire quanto paghi davvero servono tre numeri, tutti scritti nel contratto: quanti mesi dura, quanto costa il canone e di chi resta l’impianto alla fine. Moltiplica canone per mesi, aggiungi le voci una tantum, e hai il totale. Se il contratto è stato firmato a casa tua hai 14 giorni per ripensarci — che diventano 30 se la visita non l’avevi chiesta tu, e si allungano di 12 mesi se non ti hanno informato di questo diritto (artt. 52 e 53 del Codice del Consumo).

Partiamo da una cosa che ci mette in imbarazzo dirla: noi vendiamo depuratori. Quindi quando leggi un produttore che spiega come non farsi fregare, la prima domanda giusta è “e tu che ci guadagni?”. La risposta è che ci guadagniamo se scegli con calma, perché chi firma senza aver capito poi chiama arrabbiato — e non chiama noi, chiama chiunque abbia venduto quel tipo di impianto. Il settore ha un problema di fiducia che paghiamo tutti.

Detto questo: l’offerta “gratis” non è una truffa in sé. È una formula commerciale legittima, che in certi casi conviene davvero — se stai in affitto, se ti sposterai a breve, se preferisci non immobilizzare una cifra. Il problema nasce quando la parola “gratis” copre le altre due, quelle che contano: per quanto tempo e quanto al mese.

“Gratis” vuol dire che il costo sta da un’altra parte

Nessuna azienda regala un impianto. Se non lo paghi all’acquisto, lo paghi nel canone: la macchina, l’installazione, i filtri, le uscite del tecnico e il margine sono tutti lì dentro, distribuiti sui mesi. È esattamente come una rata, con una differenza che pesa: alla fine di una rata l’oggetto è tuo, alla fine di un canone spesso no.

Questo non lo diciamo per mettere in cattiva luce il noleggio. Lo diciamo perché è il punto che nelle offerte “gratis” viene raccontato per ultimo, o non viene raccontato affatto. E cambia completamente il conto: noi i conti fra noleggio e acquisto li abbiamo fatti su tre e cinque anni, con i listini pubblici raccolti a luglio 2026, e la conclusione è che nel breve il canone è più leggero in cassa mentre sul lungo il quadro si ribalta.

Le tre righe che decidono tutto

Non serve essere avvocati. In qualunque contratto di questo tipo ci sono tre informazioni, e se una manca è già una risposta.

1. Quanti mesi dura il vincolo. È il numero che moltiplica tutto il resto. Nelle condizioni contrattuali pubblicate dagli operatori che abbiamo raccolto a luglio 2026 il vincolo ricorrente è di 24-36 mesi, con almeno un caso di rinnovo tacito per un periodo uguale e almeno un operatore che invece non prevede vincolo. È un campione di condizioni pubbliche, non un’indagine statistica: sul tuo contratto quel numero va letto, non dedotto. Chiedi che sia scritto in cifre, non “circa due anni”.

2. Cosa comprende esattamente il canone. Filtri inclusi o a parte? Le uscite del tecnico sono comprese o si pagano a chiamata? La sostituzione della membrana è dentro o fuori? Un canone basso con i filtri fuori può costare più di un canone alto che li include.

3. Di chi è l’impianto alla fine. Te lo tieni, lo restituisci, lo riscatti pagando una cifra finale? E se lo restituisci, il costo dello smontaggio chi lo paga? Nelle condizioni pubbliche che abbiamo raccolto — quelle stesse di luglio 2026 — alla scadenza l’impianto va restituito e il riscatto non è previsto. Ma è un campione limitato e la condizione varia da operatore a operatore: va verificata sul tuo contratto, non sul nostro riassunto.

Con questi tre numeri il conto lo fai in trenta secondi: canone × mesi, più le voci una tantum (attivazione, installazione, eventuale disinstallazione finale). Quel totale è il prezzo vero dell’offerta “gratis”. Confrontalo con quello che spenderesti comprando, e decidi.

Il caso che l’Antitrust ha sanzionato, e perché riguarda te

Nel 2021 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato con 30.000 euro un’azienda del settore per pratiche commerciali scorrette nella vendita a domicilio di depuratori. Non facciamo il nome: il provvedimento è pubblico e chi vuole lo trova, e a noi interessa il meccanismo, non l’azienda.

Fra le contestazioni ce n’è una che vale la pena leggere per intero, perché è la più istruttiva. Secondo l’Autorità il venditore «ha fissato l’appuntamento per discutere le modalità di pagamento decorsi 14 giorni dalla stipula del contratto, quando, cioè, risultava già spirato il termine per esercitare il diritto di recesso».

Tradotto: l’appuntamento in cui si parlava davvero di soldi era fissato subito dopo la finestra in cui il cliente poteva tirarsi indietro senza spese. Le altre contestazioni riguardavano informazioni omissive o fuorvianti sulle modalità di pagamento, sulle caratteristiche dell’offerta e sul servizio di manutenzione, oltre a una modulistica giudicata «inadeguata a rappresentare con chiarezza» e a informazioni distorte sull’acqua di rete.

Non è un caso isolato: un’associazione di consumatori ha segnalato pubblicamente, nell’agosto 2025, un contratto porta a porta per un depuratore da 5.700 euro.

E se hai già firmato e ti accorgi solo adesso che i conti non tornano, il tempo per tornare indietro forse ce l’hai ancora: i giorni che ti restano per recedere non sono sempre quattordici, e non partono sempre dalla firma.

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Quanti giorni hai davvero per ripensarci

Qui la maggior parte delle persone sa un numero sbagliato, e i numeri giusti sono a tuo favore. Per i contratti conclusi fuori dai locali commerciali — cioè a casa tua — il Codice del Consumo prevede:

14 giorni come termine base per ripensarci, senza dover dare alcuna motivazione e senza alcun costo, salvo il costo diretto di restituzione del bene (art. 52). ⚠️ Attenzione a un dettaglio che cambia i conti: per i beni i 14 giorni decorrono dalla consegna, non dalla firma. Per i servizi, dalla conclusione del contratto.

30 giorni, non 14, se il contratto è stato concluso durante una visita non richiesta del venditore a casa tua, o durante un’escursione organizzata per promuovere o vendere prodotti (art. 52). La condizione conta: se sei stato tu a chiedere l’appuntamento, restano i 14 giorni.

Dodici mesi in più oltre i 14 giorni, se il professionista non ti ha informato dell’esistenza del diritto di recesso (art. 53). E se te lo comunica in ritardo, entro quei dodici mesi, il termine si chiude quattordici giorni dopo il giorno in cui sei stato informato.

Per esercitarlo puoi usare il modulo tipo dell’Allegato I, parte B del Codice del Consumo, oppure qualunque dichiarazione esplicita della tua decisione. Se il professionista mette a disposizione un modulo online, deve confermarti la ricezione. Conserva la prova dell’invio: è l’unica cosa che conta se poi qualcuno dice di non aver ricevuto niente.

Le domande da fare prima di firmare — anche a noi

Sono cinque, e si fanno in due minuti. Un venditore che risponde volentieri a tutte è un buon segno; uno che si innervosisce sulla terza ti ha già detto quello che ti serve sapere.

Quanti mesi dura, in cifre? · Il totale a fine contratto quanto fa? (canone × mesi + una tantum) · Cosa succede all’impianto alla scadenza? · I filtri e le uscite del tecnico sono compresi? · Mi lasci il contratto da leggere con calma, senza firmare oggi?

Quest’ultima è la più importante. Nessuna offerta seria scade stasera. Se scade stasera, non è un’offerta: è una tecnica.

Cosa facciamo noi, detto chiaro

Noi vendiamo in acquisto: l’impianto è tuo dal primo giorno e non c’è un vincolo di mesi da rispettare. Facciamo anche pagamento a rate, che è una cosa diversa dal noleggio: alla fine delle rate l’impianto resta tuo. Diamo un preventivo scritto, e ce lo puoi far leggere da chi vuoi prima di decidere.

Se invece dopo aver fatto i conti il noleggio ti conviene davvero — capita, e lo scriviamo anche se non è quello che vendiamo — almeno adesso sai quali tre righe guardare.

Domande frequenti

Il “depuratore gratis” è una truffa?
No, non di per sé: è una formula commerciale legittima in cui l’impianto non si paga all’inizio e il costo è distribuito nel canone. Diventa un problema quando la durata del vincolo, il totale a fine contratto o la sorte dell’impianto alla scadenza non vengono spiegati con chiarezza. Sono esattamente i punti su cui l’Antitrust ha sanzionato un’azienda del settore nel 2021.

Quanto costa davvero un depuratore “gratis”?
Il conto si fa così: canone mensile × numero di mesi del vincolo, più le voci una tantum come attivazione, installazione ed eventuale disinstallazione finale. Quel numero è il prezzo dell’offerta. Va poi confrontato con la spesa d’acquisto sullo stesso orizzonte di tempo.

Ho firmato a casa: posso ancora annullare?
Per i contratti conclusi fuori dai locali commerciali il termine base è di 14 giorni, che per i beni decorrono dalla consegna. Diventano 30 giorni se la visita del venditore non era stata richiesta da te. E se non ti hanno informato del diritto di recesso, il termine si prolunga di dodici mesi (artt. 52 e 53 del Codice del Consumo). Non devi dare motivazioni e non ci sono costi, salvo quello diretto di restituzione del bene.

Alla fine del contratto l’impianto è mio?
Dipende dal contratto, e va verificato sul tuo. Nelle condizioni contrattuali pubbliche che abbiamo raccolto a luglio 2026 l’impianto va restituito alla scadenza e il riscatto non è previsto; è però un campione limitato di operatori, non una regola del settore. È una delle tre righe da leggere prima di firmare.

Meglio noleggio o acquisto?
Dipende dall’orizzonte. In pura cassa, sul breve, il canone spesso pesa meno; sul lungo il conto cambia, e cambia anche cosa ti resta alla fine. Il confronto su tre e cinque anni lo abbiamo fatto con i listini pubblici di luglio 2026.

Fonti

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato — provvedimento sanzionatorio per pratiche commerciali scorrette nella vendita a domicilio di depuratori, 30.000 euro, Bollettino Settimanale Anno XXXI n. 11, 2021.
Ministero delle Imprese e del Made in Italy — Diritto di recesso: termini, decorrenza, casi delle visite non richieste e proroga per mancata informazione (artt. 52 e 53, D.Lgs. 206/2005 — Codice del Consumo).
Federconsumatori — segnalazione pubblica di un contratto porta a porta per depuratore da 5.700 euro, agosto 2025.
Condizioni contrattuali e listini di noleggio pubblicati dagli operatori, rilevati a luglio 2026 e raccolti con le fonti nella nostra guida Noleggio depuratore acqua: conviene davvero? — da cui provengono il vincolo ricorrente di 24-36 mesi e la restituzione dell’impianto a fine contratto. È un campione di condizioni pubbliche, non un’indagine statistica sul settore.

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Te lo lasciamo da leggere con calma. Nessuna offerta che scade stasera.

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