Iposodica e leggermente alcalina: sono queste le proprietà che hanno reso famosa l’acqua depurata, ormai entrata a far parte delle abitudini salutari degli italiani.

Destinata al consumo umano, il successo di questa acqua potabile depurata è legato a una serie di trattamenti volti a migliorare le sue proprietà organolettiche.

Sulle tavole di molti italiani non può mancare l’acqua minerale, opportunamente acquistata dai banconi della grande distribuzione.

Nella maggior parte dei casi, però, quest’acqua viene consumata solo per soddisfare i fabbisogni alimentari.

Invece, per le più comuni abitudini quotidiane, dall’acqua in pentola per cucinare a quella che si usa per preparare il caffè, si continua a fare affidamento sull’acqua del rubinetto, convinti che le alte temperature possano migliorarne le proprietà organolettiche, ma non è così.

Acqua depurata e pura con l’osmosi inversa

Questo processo di filtrazione impiega una membrana in grado di trattenere le particelle solide da una parte e permette di ottenere un’acqua depurata dall’altra.

Si tratta della tecnica di filtrazione dell’acqua più fine perché non sfrutta semplicemente un ostacolo fisico che selezioni il passaggio delle molecole ma l’affinità chimica con la membrana osmotica semipermeabile.

Con l’osmosi inversa si ottengono due fluidi distinti:

il primo è puro e salutare; nell’altro, invece, sono disciolti gli elementi di scarto.
In questo modo è possibile osservare, coi propri occhi, il prodotto eliminato e apprezzare le proprietà dell’acqua depurata.

Con l’osmosi inversa è possibile depurare l’acqua rimuovendo:

  • microorganismi patogeni e non;
  • sostanze inquinanti;
  • metalli pesanti;
  • fitofarmaci;
  • arsenico;
  • cloro e floruri.

Tutto ciò senza fare uso di sostanze chimiche.

L’acqua depurata che viene erogata da un impianto di microfiltrazione è assolutamente priva di cloro e conserva quelle sostanze indispensabili per il nostro organismo, come il calcio, il potassio e il magnesio.

Come per il precedente sistema, anche un purificatore d’acqua che sfrutta il sistema della microfiltrazione restituisce un prodotto oligominerale.

Acqua depurata ma con il ph giusto!

Il ph nell’acqua è il valore che rende manifeste le sue proprietà corrosive o incrostanti. Un ph 7 indica un’acqua pura e neutra.
Tale valore può diminuire, e in tal caso avremo un’acqua acida, o aumentare, e in questo caso parleremo di acqua basica o alcalina.

In natura, il ph dell’acqua può variare significativamente e oscillare tra un 6.5 e 8.5 in caso di acque carsiche e scendere a 5 in caso di acque a contatto con terreni vulcanici.

Quando l’acqua entra in una rete idrica, il suo ph viene mantenuto stabile dagli impianti acquedottistici finché essa non arriva al cosiddetto “ultimo miglio”, ovvero il tratto delle tubature domestiche che conducono l’acqua sino ai rubinetti di casa.

In questo tragitto conclusivo, una serie di reazioni chimiche può alterare significativamente il ph dell’acqua che potrebbe risultare acido, e quindi in grado di far rilasciare metalli pesanti attraversando le tubature, o basico, e in tal caso favorirebbe la formazione di incrostazioni di calcare certo non salutari per l’organismo umano.