Secondo la Costituzione dell’OMS, (Organizzazione Mondiale della Sanità) per SALUTE si intende “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità”, questo sta a significare che per il raggiungimento di tale obiettivo la persona non deve essere guardata nel solo aspetto sintomatologico, ma nella sua totalità.

Il termine Olos ( dal greco) che sta ad indicare l’essere come intero e unico, DEVE ormai entrare come concetto in tutte le discipline che interagiscono con la salute dell’individuo.

Dalla scienza medica a quella fisioterapica fino alla sfera psicologica.

In questo articolo abbiamo chiesto alla Dottoressa Mazzara Marika, medico, pediatra, omotossicologa e medico funzionalista quali sono gli aspetti in questa Nuova Era da tenere presente affinchè la persona viva in uno stato di salute a 360°

Per valutare la salute di un paziente intesa a 360° è molto importante considerarne la sintomatologia, il suo stile di vita, ma è altrettanto importante portare l’attenzione sull’aspetto emotivo.

I punti cardine del nuovo Benessere sono:

  1. La Pulizia dei tessuti
  2. Lo Stile di vita Alcalino
  3. Lo Stato della mucosa intestinale
  4. La Gestione delle emozioni
  5. Il tessuto che più di tutti deve funzionare al meglio è il Connettivo. Esso rappresenta la nostra rete di comunicazione tra gli organi ed è depositario dei nostri ricordi (anche immunitari) e delle nostre tossine. Quando il connettivo è” pieno” di sostanza tossica di varia natura, diventa acido e da uno stato fluido diventa una soluzione gelatinosa in cui i messaggi elettromagnetici che tutte le nostre cellule riconoscono come comando, non possono avvenire o avvengono con molta difficoltà.

Quali sono i sintomi di un Connettivo pieno di tossine?

La persona inizia a sentirsi stanca, affaticata, con poca voglia di programmare, priva di creatività con l’unico desiderio di chiudersi in camera in silenzio da sola. Si comprende quindi come questa situazione sia di grande impatto sociale negativo.

  1. L’acidosi o lo stato del pH dell’organismo, ha un ruolo importante nella genesi dell’infiammazione. Qui gioca un ruolo fondamentale lo stile di vita alcalino che comprende l’alimentazione, l’idratazione, il movimento e la gestione delle emozioni.

Perché è tanto importante il pH dei tessuti?

Gli scambi, compresi quelli ormonali e metabolici, avvengono prevalentemente in ambito alcalino. Quando si hanno tessuti molto acidi, l’organismo risponde con un’infiammazione che serve a ripristinare la funzionalità del suo tessuto e che abbia un pH neutro o leggermente alcalino. Bisogna tenere presente che il meccanismo d’ infiammazione rappresenta, quindi, una difesa per l’organismo che non va combattuta, ma modulata e capita.

Quali sono i sintomi di un’acidosi?

I sintomi di una situazione di acidosi sono stanchezza e affaticamento muscolare, dolori lombari mattutini, cefalea, apatia e senso di inadeguatezza.

La sede dei sintomi dell’infiammazione dipenderà dalla nostra genetica e dalle varie situazioni che possono aver generato questo stato di acidosi.

Com’è possibile intervenire?

In questo ambito è fondamentale l’osservazione e l’adeguamento dell’alimentazione, con l’esclusione di alcuni cibi particolarmente acidi come quelli animali, zuccheri raffinati e carboidrati con glutine e l’utilizzo di acque alcaline.

Importante è anche l’introduzione dell’attività fisica adeguata all’età, alle situazioni e l’attenzione all’emozione che il paziente vive.

  1. Lo stato della mucosa intestinale è stato rivalutato negli ultimi anni soprattutto in merito alla gestione delle infiammazioni. E’ ormai chiaro, in ambito scientifico che un’infiammazione della mucosa intestinale e quindi della sua permeabilità, porta all’introduzione di sostanze che non vengono riconosciute come proprie e che inducono l’organismo a reagire con naturali processi infiammatori (allergia). Ruolo fondamentale, in quest’ambito lo svolge il MICROBIOTA (flora intestinale) che è caratteristico per ognuno di noi e che per vari motivi può alterarsi e va attentamente studiato e corretto in caso di alterazione. È molto importante quindi tenere pulito l’intestino facendo attenzione che funzioni regolarmente liberandosi del gonfiore addominale o di altri sintomi come la stitichezza o la diarrea. In caso di malattia importante, diventa essenziale fare uno studio del microbiota.
  2. Il riconoscimento, l’elaborazione e l’integrazione delle emozioni sono passaggi essenziali per osservarsi e imparare dalle situazioni quotidiane di vita senza soccombervi.

La malattia interviene quando non diamo spazio a quello che stiamo vivendo, lo viviamo in solitudine senza condivisione e soprattutto senza uno scopo. Tanti sono gli esempi di vite vissute nel dolore che però hanno scopi molto alti e che quindi non portano l’organismo ad uno stato di conflitto e quindi di infiammazione-malattia. Il permanere per molto tempo o in modo acuto e breve un conflitto interiore inconsapevole, genera malattia.

E’ auspicabile quindi che il terapeuta si affacci al mondo del paziente avendo chiaro davanti a sé tutto quello che lo ha portato a star male e che abbia diverse possibilità terapeutiche in modo da non sopprimere i sintomi, ma a modularli, avendo chiaro il ruolo dell’infiammazione e della malattia come tentativo che l’organismo attua per ritornare all’equilibrio perduto. Diventa così fondamentale “l’ascolto profondo” del paziente, l’attenzione alla sua visione della vita, alla sua gestualità, ai suoi sintomi e ai suoi obiettivi.

“Vorrei porre l’accento sulla meraviglia che un rapporto di fiducia tra terapeuta e paziente porta con sé sia per l’intrinseco moto verso la guarigione che questo rapporto ha dentro e sia sulla grande lezione di vita che ogni terapeuta in ascolto può trarne.”

[Intervista alla dott.ssa Mazzara, curata da Eliana Minardi e pubblicata sul periodico Salute e Benessere]