Agosto 24, 2026

Depuratore per bar e ristorante: quale scegliere

Bar, ristoranti, pizzerie · scegliere l’impianto

Quando un locale smette di comprare bottiglie, la prima domanda non è la marca dell’impianto: è quanti litri all’ora deve fare. Sbagliare quel numero è il modo più comune di restare a secco nel servizio delle nove. Qui trovi le portate reali dei nostri impianti professionali, il metodo per calcolare la tua senza indovinare, e cosa cambia fra un sottobanco e un soprabanco.

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Annamaria Abbattista
Tecnico di laboratorio
Depuratore acqua per ristorante: caraffa d'acqua trattata servita al tavolo di un locale
La portata si sceglie sul picco del servizio, non sul numero di coperti.
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In breve. La portata è il dato che decide tutto: i nostri impianti professionali vanno da 60 a 250 litri/ora secondo l’uso dichiarato — 60 e 90 L/h per bar e ristoranti, 250 L/h per laboratori e industrie alimentari. Il numero che serve a te non si stima: è quanta acqua servi oggi in bottiglia nell’ora di punta. Tutti richiedono una pressione di rete fra 6 e 8 bar. Il resto — sottobanco o soprabanco, con o senza frizzante — dipende dal banco che hai.

Sono le nove e un quarto di un sabato. Tutti i tavoli sono girati, la cucina è in ritardo di sei minuti e in sala qualcuno chiede dell’altra acqua. È lì, in quei venti minuti, che si scopre se l’impianto è stato scelto bene — e non c’è preventivo che ti salvi se la risposta è no.

L’errore non è tecnico: è di sequenza. Si guardano i modelli, si sceglie quello che costa il giusto, e solo dopo si scopre che il sabato non tiene il passo. A quel punto o si aggiunge un accumulo, o si torna alle casse per le sere piene.

La sequenza corretta è l’opposta: prima il numero, poi il modello. E il numero ce l’hai già, senza bisogno di stimarlo.

Il tuo fabbisogno è scritto sulle fatture dell’acqua

Non serve una formula. Guarda quanta acqua in bottiglia esce dal tuo locale in una serata piena e in quante ore si concentra. Se in tre ore di servizio escono 90 litri fra naturale e frizzante, la tua portata minima è 30 litri all’ora — e conviene tenere un margine, perché il picco non è distribuito: si concentra nella mezz’ora in cui si siedono tutti.

È un conto che puoi fare stasera, ed è più affidabile di qualsiasi media di settore, perché è il tuo locale. Chi ti propone un impianto senza aver chiesto questo numero non sta dimensionando: sta vendendo un modello.

Le portate reali, modello per modello

Queste sono le portate dichiarate sulle nostre schede tecniche, con l’uso per cui ciascun impianto è progettato. Le pubblichiamo perché è il dato che ti serve per decidere, e in giro si trova raramente.

Impianti professionali Osmolife — portata e destinazione d’uso
ImpiantoPortataUso dichiaratoErogazioniPressione
Refresh 6060 L/hBar, ristoranti, panifici, strutture ricettiveFredda · frizzante · alcalina6/8 bar
Refresh 9090 L/hGli stessi, con volumi più altiFredda · frizzante · alcalina6/8 bar
Point Refresh120 L/hAziende, strutture con distribuzione a più utentiOsmotizzata · alcalina · fredda · frizzante
900 GPD250 L/hIndustrie alimentari, laboratori artigianaliRubinetto a 2 vie6/8 bar
Fonte: schede tecniche Osmolife (Medical Service S.r.l.), edizioni 2026. Le portate sono valori dichiarati a condizioni di esercizio nominali: la resa reale dipende dalla pressione e dalla temperatura dell’acqua in ingresso.

Due letture pratiche di questa tabella. La prima: fra il 60 e il 90 non c’è una differenza di qualità dell’acqua, c’è una differenza di ritmo. Stessa acqua, stesse tre erogazioni; cambia quanto in fretta la fa. La seconda: il salto a 250 L/h non serve a un ristorante, serve a chi lavora con l’acqua — un panificio che impasta, un laboratorio che produce. Se il tuo uso è servire al tavolo, quel numero è sovradimensionato e lo paghi senza usarlo.

Sottobanco o soprabanco: decide il banco, non il gusto

La stessa macchina esiste in due configurazioni, e la scelta è quasi sempre obbligata dallo spazio che hai.

Il soprabanco misura 51,5 × 34 × 42 cm e sta in vista, con display touch e comando da app. Ha senso dove il banco è profondo e dove far vedere l’impianto è parte del servizio: il cliente capisce che l’acqua è trattata lì, davanti a lui.

Il sottobanco misura 41 × 26 × 38 cm, sparisce sotto il piano e l’erogazione arriva da un rubinetto dedicato. È la scelta di chi sul banco non ha un centimetro, o di chi non vuole cambiare l’estetica del locale. Sono quindici centimetri di profondità e otto di larghezza in meno: su un banco stretto è la differenza fra ci sta e non ci sta.

Misura prima di scegliere. Le due configurazioni erogano le stesse tre acque: fredda, frizzante e alcalina. Non stai scegliendo cosa esce dal rubinetto, stai scegliendo dove metti la macchina. Prendi il metro e misura il vano libero sotto il banco, profondità compresa: è l’unico dato che il preventivo non può indovinare al posto tuo.

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La frizzante: come si fa, e cosa comporta

L’acqua frizzante non nasce nell’impianto: nasce da una bombola di anidride carbonica alimentare E290 da 4 kg, esterna alla macchina. È il dettaglio che chi valuta un impianto scopre tardi, e cambia due cose nella gestione quotidiana.

La prima è che la bombola va sostituita quando finisce, quindi entra nel giro degli approvvigionamenti come qualsiasi altro consumabile: non è un impianto che si dimentica. La seconda è che la bombola è esterna, quindi occupa spazio anche lei e va collocata in un punto accessibile e areato. Nel calcolo dello spazio va contata, non solo la macchina.

In cambio, l’anidride carbonica alimentare E290 è lo stesso standard usato dalla spillatura professionale: la frizzante che esce è regolabile e costante, non dipende dal lotto di bottiglie arrivato quella settimana.

La pressione di rete: il vincolo che nessuno controlla prima

Tre delle nostre schede professionali dichiarano una pressione di esercizio fra 6 e 8 bar. È un requisito, non un consiglio: sotto quella soglia l’impianto lavora male e la portata reale scende sotto quella dichiarata; sopra, serve un riduttore.

La pressione della tua rete la misura un manometro in due minuti, e in un locale in un seminterrato o all’ultimo piano di un edificio alto può essere molto diversa da quella dell’appartamento accanto. È il primo controllo che facciamo in sopralluogo, prima di parlare di modelli, perché è la variabile che può rendere sbagliata qualsiasi scelta fatta a distanza.

Cosa cambia rispetto a servirla in caraffa

Scegliere l’impianto è la metà tecnica del passaggio. L’altra metà è come lo racconti al cliente e come lo gestisci nel piano di autocontrollo: l’acqua è un alimento, e servirla trattata comporta obblighi precisi su come la chiami nel menù e su come documenti la manutenzione. Li abbiamo messi in chiaro qui: acqua trattata al tavolo, cosa dice la normativa.

Se invece la domanda che hai in testa è come si struttura la spesa — acquisto, noleggio o comodato — il ragionamento completo per bar e ristoranti è in comodato e noleggio per il tuo locale.

Due cose da avere sottomano prima del sopralluogo: i valori dell’acqua della zona del locale, che puoi vedere con lo strumento per controllare l’acqua della tua città, e il quadro di cosa comprende il servizio dopo l’installazione, che trovi nella pagina di assistenza e installazione.

Domande frequenti

Quanti litri all’ora servono a un ristorante?
Non esiste un valore valido per tutti: dipende da quanta acqua servi nell’ora di punta. Il metodo affidabile è contare i litri di bottiglia che escono in una serata piena e dividerli per le ore di servizio effettivo, tenendo un margine perché il picco si concentra. I nostri impianti per la ristorazione dichiarano 60 e 90 litri/ora.

Che differenza c’è fra il Refresh 60 e il Refresh 90?
Solo la portata: 60 litri/ora contro 90. Le acque erogate sono le stesse tre — fredda, frizzante e alcalina — e le dimensioni delle due configurazioni sono identiche. Si sceglie il 90 quando il servizio si concentra in poche ore e il 60 rischia di non tenere il ritmo.

Serve una bombola di CO2 per l’acqua frizzante?
Sì. La gasatura si ottiene con una bombola di anidride carbonica alimentare E290 da 4 kg, esterna alla macchina. Va prevista nello spazio di installazione e sostituita quando si esaurisce, come ogni consumabile del locale.

Quanto spazio occupa un impianto per bar?
Dipende dalla configurazione. Il soprabanco misura 51,5 × 34 × 42 cm e resta in vista sul piano; il sottobanco misura 41 × 26 × 38 cm e sparisce sotto, con erogazione da rubinetto dedicato. A entrambi va aggiunto lo spazio per la bombola di CO2, che è esterna.

Che pressione dell’acqua serve?
Le schede tecniche dei nostri impianti professionali indicano una pressione di esercizio fra 6 e 8 bar. È un requisito di funzionamento: con una pressione più bassa la portata reale scende sotto quella dichiarata. Si misura con un manometro durante il sopralluogo.

Va bene lo stesso impianto per un panificio?
Di solito no. Un laboratorio che usa l’acqua come ingrediente ha bisogno di volumi diversi da un locale che la serve al tavolo: per quell’uso la nostra scheda dichiara 250 litri/ora con rubinetto a due vie. La scelta si fa sul consumo reale, non sulla categoria merceologica.

Fonti

Schede tecniche Osmolife — Medical Service S.r.l., edizioni 2026: Osmolife Refresh (portata 60 L/h e 90 L/h; pressione di esercizio 6/8 bar; bombola CO2 E290 4 kg esterna; dimensioni soprabanco 51,5 × 34 × 42 cm e sottobanco 41 × 26 × 38 cm; acque erogate fredda, frizzante, alcalina); Osmolife Point Refresh (portata 120 L/h); Osmolife 900 GPD (portata 250 L/h; pressione di esercizio 6/8 bar; rubinetto a 2 vie; destinazione industrie alimentari e laboratori artigianali).
D.Lgs 18/2023 — attuazione della direttiva (UE) 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano.
Regolamento (CE) n. 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari, per gli obblighi di autocontrollo del locale.

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