Luglio 2, 2026

Bonus acqua potabile 2026: e ancora attivo?

Fisco · Verifica

Il credito d’imposta statale è scaduto, e prima che te lo rivenda qualche venditore conviene saperlo. Ecco come stanno davvero le cose e dove sta il risparmio vero: le bottiglie che smetti di comprare, circa 600 euro l’anno.

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Annamaria Abbattista
Tecnico di laboratorio
In breve

No. Il bonus acqua potabile (il credito d’imposta del 50%) è scaduto e non lo puoi chiedere per le spese del 2024, 2025 e 2026: copriva solo gli acquisti dal 2021 al 2023. E diffida anche delle altre promesse fiscali che girano ancora in trattativa: oggi non esiste un’agevolazione dedicata all’acquisto di un depuratore domestico. Il risparmio vero è un altro, ed è misurabile: tagliare l’acqua in bottiglia, circa 600 euro l’anno per una famiglia.

6,45%
Quota erogata del bonus acqua potabile sulle spese 2023 (contro il 50% nominale)
~600
Risparmio annuo tipico di una famiglia che smette di comprare acqua in bottiglia
80.000
Sanzioni AGCM a chi promette agevolazioni fiscali inesistenti sui depuratori

Cos’era il bonus acqua potabile (e perché lo cerchi ancora)

Sono Angelo. Questa domanda me la fanno quasi ogni settimana: “Ma il bonus acqua potabile lo posso ancora chiedere?”. La cerchi perché ne hai sentito parlare. Magari da un venditore, magari da un vicino che l’ha ottenuto qualche anno fa e te ne ha parlato per telefono. Ti dico come stanno le cose.

Il bonus acqua potabile era un credito d’imposta introdotto dalla Legge di Bilancio 2021. Serviva a spingere l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione e miglioramento dell’acqua del rubinetto, per togliere di mezzo un po’ di quelle bottiglie di plastica. Riconosceva il 50% della spesa, entro un tetto di 1.000 euro per le persone fisiche e 5.000 euro per attività ed enti: sulla carta, un bell’aiuto.

C’è però un dettaglio che quasi nessuno ti racconta. Il beneficio non arrivava quasi mai per intero. Era un fondo a risorse limitate, e quel fondo veniva spartito tra tutte le domande. Per le spese del 2023, l’Agenzia delle Entrate (provvedimento del 22 marzo 2024) ha stabilito che la percentuale davvero spettante era del 6,45% dell’importo richiesto: a fronte di 23,2 milioni di euro di richieste valide, il fondo disponibile era di appena 1,5 milioni. Chi contava su 500 euro, a volte ne rivedeva poche decine.

Il bonus acqua potabile nel 2026: la verità

Veniamo a quello che ti interessa. Il bonus acqua potabile non è più attivo per le nuove spese. L’agevolazione copriva soltanto le spese sostenute dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2023, e non è stata prorogata. Se hai comprato o vuoi comprare un depuratore nel 2024, 2025 o 2026, questo credito d’imposta non lo puoi più chiedere.

L’unica coda che rimane riguarda chi ha ancora un credito residuo maturato sulle spese 2021-2023 e non l’ha ancora usato tutto: quel residuo può continuare a essere portato in compensazione o in dichiarazione negli anni successivi, fino a esaurirsi. Resta però un residuo di spese vecchie, non una nuova agevolazione.

Ed è su questo che tanti si fanno prendere in giro. Se qualcuno oggi ti vende un depuratore promettendoti “il bonus acqua potabile del 50%”, ti sta raccontando una balla: quel bonus, per quello che compri adesso, non c’è più.

La seconda esca: lo “sconto fiscale” promesso in trattativa

C’è poi una seconda promessa che gira nelle trattative, ed è più subdola del bonus scaduto. Per anni una parte del mercato ha venduto depuratori agganciando il prezzo a un presunto sconto fiscale, di solito presentato come la “detrazione del 19%” riservata a prodotti di tipo sanitario. Te lo dico senza giri di parole: quella leva, per un depuratore domestico, oggi non esiste. Non contarci, e non firmare un contratto che si regge su quella promessa.

Chi nel 2026 ti mette nel preventivo un recupero fiscale “garantito” sull’acquisto del depuratore ti sta ingannando, o come minimo ti sta vendendo una qualifica che il prodotto non ha. Il copione è sempre lo stesso: si prende un’agevolazione pensata per tutt’altro, la si appiccica al depuratore e si usa quel presunto rimborso per farti sembrare più basso il prezzo. Quando poi presenti la dichiarazione, il problema è tuo, non del venditore.

La regola pratica è una sola: il conto di un depuratore deve stare in piedi da solo, senza aiuti di Stato veri o presunti. E in piedi ci sta: una famiglia che smette di comprare acqua in bottiglia risparmia circa 600 euro l’anno. Il calcolo completo lo trovi in quanto costa davvero un depuratore e quanto fa risparmiare.

Acqua e depuratori: le agevolazioni a confronto (2026)
AgevolazioneCosa coprePercentualeTetto / franchigiaStato 2026
Bonus acqua potabileSistemi di filtraggio e miglioramento dell’acquaCredito 50%1.000 € privati / 5.000 € attivitàSCADUTO (solo spese 2021-2023; per il 2023 erogato al 6,45%)
“Sconto fiscale” promesso in trattativaPresunto recupero fiscale sull’acquisto del depuratore domesticoNON ESISTE (promessa da diffidare: verifica col CAF)
Taglio dell’acqua in bottigliaSpesa che elimini passando all’acqua depurata a casa~600 € l’anno (famiglia tipo)Nessuna pratica, nessun requisitoDISPONIBILE da subito
Bonus ristrutturazioneInterventi edilizi/impiantistici sull’immobile50% ab. principale / 36% altri96.000 € per unitàATTIVA nel 2026
Quadro sintetico. Le agevolazioni fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre l’aggiornamento e la tua posizione con il tuo CAF o commercialista.

Chi ci è già cascato: le multe dell’AGCM

Non è un allarme campato in aria: su queste promesse l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) è già intervenuta, con le multe. Diverse aziende del settore acqua sono state sanzionate per aver attribuito ai loro apparecchi qualifiche che non avevano e per aver promesso vantaggi fiscali che non potevano garantire: sanzioni da 10.000 fino a 80.000 euro per pubblicità ingannevole.

E un chiarimento doveroso sull’acqua di partenza: quella del tuo rubinetto è potabile e controllata per legge. Un depuratore non serve a “salvarti” da un’acqua pericolosa: serve a migliorarne gusto e qualità percepita e a toglierti di casa casse d’acqua, plastica e spesa ricorrente. Chi ti vende paura, come chi ti vende bonus inesistenti, sta usando una leva scorretta.

Attenzione alle false promesse. Se un venditore aggancia il prezzo del depuratore a un bonus o a un recupero fiscale “garantito”, fermati: chiedigli il riferimento normativo per iscritto e portalo al tuo CAF o commercialista prima di firmare. L’AGCM ha già sanzionato aziende del settore per promesse fiscali inesistenti.

In pratica: se un venditore ti garantisce un vantaggio fiscale “a scatola chiusa”, chiedigli il riferimento scritto e fallo verificare a chi compila la tua dichiarazione; se non te lo sa dare, quella promessa non vale niente. Se stai ancora valutando l’acquisto, prima ti conviene leggere quanto costa davvero un depuratore e quanto fa risparmiare e come scegliere un depuratore d’acqua.

Il risparmio vero nel 2026: le bottiglie che non compri più

Tolte di mezzo le promesse fiscali, resta la domanda giusta: conviene lo stesso? Sì, e il conto si fa senza moduli, senza CAF e senza aspettare nessun rimborso statale:

  • ~600 euro l’anno: è la spesa tipica in acqua in bottiglia che una famiglia elimina passando all’acqua depurata a casa. Il risparmio parte dal primo mese e si ripete ogni anno.
  • Zero burocrazia: nessuna domanda, nessun fondo da spartire, nessuna percentuale che si riduce a sorpresa come il 6,45% del vecchio bonus.
  • Meno plastica e meno casse da portare: il beneficio collaterale che non finisce in dichiarazione dei redditi ma si sente ogni settimana.

E un’ultima cosa, non secondaria: io non faccio consulenza fiscale personalizzata. Se qualcuno ti ha promesso un recupero fiscale su un depuratore, prima di firmare fai controllare tutto al tuo CAF o al tuo commercialista, che è il loro mestiere.

Il caso Osmolife: il conto senza trucchi

Ti racconto tutto questo perché la nostra credibilità sta esattamente lì, nella differenza tra chi promette e chi può davvero mantenere. Noi di Osmolife non agganciamo la vendita a bonus o a leve fiscali: il bonus acqua potabile è scaduto e lo diciamo per primi, in questo stesso articolo. Il nostro conto si regge su quello che puoi verificare da solo: un depuratore a osmosi inversa a doppia membrana, Made in Italy, e circa 600 euro l’anno di bottiglie che smetti di comprare.

Detto questo, resto sulla stessa linea di tutto l’articolo: non fidarti sulla parola, nemmeno della nostra. Fatti dare i numeri, confrontali con la tua spesa reale in bottiglie e decidi con calma. Se vuoi capire se il gioco vale la candela, leggi il confronto tra depuratore e acqua in bottiglia, oppure chiamaci al numero verde 800 926 377.

Domande frequenti

Posso ancora richiedere il bonus acqua potabile nel 2026?

No. Il bonus copriva solo le spese sostenute dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2023 e non è stato prorogato. Per gli acquisti dal 2024 in poi non lo puoi chiedere. Resta utilizzabile solo l’eventuale credito residuo maturato su spese 2021-2023.

Quanto rimborsava davvero il bonus acqua potabile?

Sulla carta il 50% della spesa, entro 1.000 € per i privati. In pratica molto meno: essendo un fondo limitato, veniva spartito tra tutti. Per le spese 2023 l’Agenzia delle Entrate ha fissato la quota effettiva al 6,45% dell’importo richiesto.

Un venditore mi promette uno sconto fiscale sul depuratore: è vero?

Diffida. Il bonus acqua potabile è scaduto e la “detrazione” che alcuni promettono ancora in trattativa non è una leva reale per l’acquisto di un depuratore domestico nel 2026. Chiedi il riferimento normativo per iscritto e fallo verificare al tuo CAF prima di firmare: se non te lo sanno dare, la promessa non vale niente.

Quanto si risparmia davvero con un depuratore, senza bonus?

Una famiglia che smette di comprare acqua in bottiglia risparmia circa 600 euro l’anno. È un risparmio che non dipende da fondi statali, domande o percentuali: parte dal primo mese e si ripete ogni anno.

Come mi difendo dalle promesse fiscali in trattativa?

Tre mosse: fatti mettere per iscritto il riferimento normativo del presunto beneficio, portalo al tuo CAF o commercialista prima di firmare, e non accettare sconti “condizionati alla firma oggi”. Un’offerta seria regge anche a una verifica di 48 ore.

Ho ancora un credito residuo del vecchio bonus: lo posso usare?

Sì. Chi ha maturato il credito d’imposta su spese 2021-2023 e non l’ha esaurito può continuare a usare il residuo in compensazione o in dichiarazione negli anni successivi, fino a esaurimento. Vale solo per quelle spese vecchie, non per acquisti nuovi.

Osmolife aggancia la vendita a bonus o sconti fiscali?

No. Il bonus acqua potabile è scaduto e lo diciamo per primi. Il conto di Osmolife si regge sul risparmio reale e verificabile: circa 600 euro l’anno di acqua in bottiglia che smetti di comprare, con un impianto a osmosi inversa a doppia membrana Made in Italy.

Posso usare il bonus ristrutturazione per il depuratore?

Il bonus ristrutturazione (50% ab. principale, 36% altri immobili, tetto 96.000 €) riguarda interventi edilizi sull’immobile, non l’acquisto del depuratore come prodotto a sé. In alcuni casi rientrano opere idrauliche collegate: valuta con un tecnico e col commercialista.

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Fonti
  1. Agenzia delle Entrate — Bonus acqua potabile (in archivio) — agenziaentrate.gov.it
  2. Agenzia delle Entrate — Bonus acqua potabile, Normativa e prassi (Provv. 151739 del 22/3/2024, 6,45%) — agenziaentrate.gov.it
  3. AGCM — Tutela del consumatore, sanzioni/delibere — agcm.it