Luglio 6, 2026

Cloro e sottoprodotti nell’acqua del rubinetto: la guida

QUALITÀ DELL’ACQUA

Guida con dati ufficiali e senza allarmismi: a cosa serve il cloro, cosa sono i sottoprodotti della disinfezione come i trialometani e quali limiti fissa la legge italiana.

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Contenuti verificati da
Annamaria Abbattista
Tecnico di laboratorio
In breve

Il cloro nell’acqua del rubinetto è un disinfettante che serve a tenere l’acqua sicura lungo le tubature. Reagendo con la sostanza organica naturale può formare sottoprodotti come i trialometani. La legge italiana (D.Lgs 18/2023) ne fissa i limiti: 100 µg/l per i trialometani totali e 0,25 mg/l per cloriti e clorati.

Apri il rubinetto e senti quell’odore tipico di piscina? È il cloro, il disinfettante più usato negli acquedotti italiani. In questa guida spieghiamo, con dati ufficiali e senza allarmismi, cos’è il cloro nell’acqua del rubinetto, perché si usa, cosa sono i sottoprodotti della disinfezione come i trialometani e quali sono i limiti fissati dalla legge.

Perché si mette il cloro nell’acqua del rubinetto

Il cloro (sotto forma di ipoclorito, biossido di cloro o cloramine) viene aggiunto all’acqua potabile per un motivo preciso: impedire la proliferazione di batteri e microrganismi lungo la rete di distribuzione. L’acqua, dopo essere stata potabilizzata, percorre chilometri di tubature prima di arrivare a casa tua. Senza un disinfettante residuo, lungo questo tragitto potrebbe ricontaminarsi.

Per questo gli acquedotti mantengono una piccola quantità di “cloro libero residuo” nell’acqua: agisce come conservante fino al rubinetto. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’acqua disinfettata contiene tipicamente cloro tra 0,2 e 1 mg/l, e al punto di consegna è raccomandato un residuo minimo di circa 0,2 mg/l per garantire la protezione microbiologica.

100µg/l
Limite trialometani totali (THM), D.Lgs 18/2023
0,25mg/l
Limite per cloriti e clorati
0,2–1mg/l
Cloro tipico nell’acqua di rete (OMS)

Cosa sono i sottoprodotti della disinfezione

Qui sta il punto chiave, spesso poco spiegato. Il cloro è efficace, ma non è inerte: quando incontra la sostanza organica naturale presente nell’acqua (residui vegetali, humus, alghe), reagisce e forma nuove molecole chiamate sottoprodotti della disinfezione (in inglese DBP, Disinfection By-Products).

I più noti sono:

  • Trialometani (THM): la famiglia più studiata. Comprende quattro composti principali: cloroformio, bromoformio, bromodiclorometano e dibromoclorometano. Si formano soprattutto in estate, quando le temperature più alte aumentano la materia organica.
  • Cloriti e clorati: sottoprodotti tipici dell’uso del biossido di cloro e degli ipocloriti.

La quantità di sottoprodotti che si forma dipende da tre fattori: quanto cloro si usa, quanta sostanza organica c’è nell’acqua di partenza e la temperatura. Ecco perché due acquedotti possono avere valori molto diversi.

I limiti di legge: D.Lgs 18/2023 e valori OMS

In Italia la qualità dell’acqua potabile è regolata dal Decreto Legislativo 18/2023, che recepisce la direttiva europea 2020/2184. Stabilisce valori di parametro precisi e obbligatori per i sottoprodotti della disinfezione. La tabella seguente riassume i limiti di legge italiani e li confronta con i valori guida dell’OMS.

Limiti di legge italiani e valori guida OMS
ParametroLimite D.Lgs 18/2023 (Italia)Valore guida OMS
Trialometani totali (THM)100 µg/lfino a 100 µg/l (per Paese; valori singoli per composto)
Cloriti0,25 mg/l0,7 mg/l
Clorati0,25 mg/l0,7 mg/l
Cloro libero residuoparametro indicatore (gestito dal gestore)fino a 5 mg/l considerato sicuro
Cloroformio (singolo THM)compreso nei THM totali300 µg/l
Bromodiclorometano (singolo THM)compreso nei THM totali60 µg/l
Fonti: D.Lgs 18/2023 (Allegato I) e Linee guida OMS sulla qualità dell’acqua potabile. Per cloriti e clorati il valore di 0,25 mg/l è applicato a regime da gennaio 2026.

Da notare un dato che molti articoli non chiariscono: il limite italiano per i trialometani (100 µg/l) e quello per cloriti/clorati (0,25 mg/l) è più severo o pari ai valori guida OMS. La normativa europea, in altre parole, lavora con un buon margine di sicurezza.

Il cloro fa male? Cosa dicono OMS e ISS

Sul cloro in sé, l’OMS è chiara: concentrazioni fino a 5 mg/l sono considerate sicure per il consumo umano, e i livelli normalmente presenti nell’acqua di rete (0,2–1 mg/l) sono molto al di sotto di questa soglia. Il problema, semmai, riguarda i sottoprodotti, sui quali la comunità scientifica continua a monitorare l’esposizione a lungo termine: proprio per questo i limiti di legge esistono e vengono periodicamente aggiornati al ribasso.

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e il Ministero della Salute considerano l’acqua del rubinetto conforme ai parametri di legge come sicura e controllata. È bene ricordarlo: in Italia l’acqua di rete è tra le più monitorate al mondo, con controlli ripetuti lungo tutta la filiera.

Questo non riguarda solo cloro e sottoprodotti. Sull’acqua del rubinetto possono incidere anche altri contaminanti, di origine geologica o ambientale: ne parliamo nelle guide su arsenico nell’acqua e microplastiche nell’acqua del rubinetto.

Perché senti odore o sapore di cloro

L’odore “di piscina” che a volte percepisci non significa che l’acqua sia pericolosa: indica semplicemente la presenza di cloro residuo, quello che serve a proteggere l’acqua. L’OMS segnala che molte persone riescono a percepire il cloro al gusto già in corrispondenza del valore guida. È quindi una questione soprattutto organolettica (sapore e odore), non necessariamente sanitaria.

Un trucco semplice e gratuito: lasciare l’acqua in una caraffa aperta in frigorifero per qualche ora fa evaporare gran parte del cloro libero, riducendo l’odore. Questo però non agisce sui sottoprodotti già formati, come i trialometani, che sono più stabili.

Come ridurre cloro e sottoprodotti a casa

Se vuoi un’acqua senza odore di cloro e con meno sottoprodotti, esistono soluzioni domestiche con diversi gradi di efficacia:

  • Caraffe filtranti a carbone attivo: riducono cloro, sapore e odore. Vanno bene per il gusto, ma hanno una capacità limitata e i filtri vanno cambiati spesso.
  • Filtri a carbone attivo sotto lavello: stesso principio, ma con portata e durata maggiori; agiscono soprattutto su cloro e composti organici.
  • Osmosi inversa: la tecnologia più completa. La membrana trattiene il cloro, i sottoprodotti, ma anche altri contaminanti come arsenico, nitrati e microplastiche.

La scelta dipende da cosa vuoi ottenere: un miglioramento del solo sapore o una riduzione ad ampio spettro dei contaminanti. Conoscere i valori reali della tua acqua (di solito disponibili sul sito del gestore o tramite un’analisi) è il primo passo per decidere con criterio.

Domande frequenti

Il cloro nell’acqua del rubinetto è pericoloso?

Ai livelli normalmente presenti nell’acqua di rete (0,2–1 mg/l) no: l’OMS considera sicure concentrazioni fino a 5 mg/l. Il cloro serve a mantenere l’acqua microbiologicamente sicura fino al rubinetto. L’attenzione si concentra semmai sui sottoprodotti, regolati per legge.

Cosa sono i trialometani e da dove vengono?

Sono sottoprodotti che si formano quando il cloro reagisce con la sostanza organica naturale presente nell’acqua. I principali sono cloroformio, bromoformio, bromodiclorometano e dibromoclorometano. In Italia il limite per i trialometani totali è 100 µg/l (D.Lgs 18/2023).

Come faccio a togliere l’odore di cloro dall’acqua?

Lasciare l’acqua in una caraffa aperta in frigorifero per alcune ore fa evaporare buona parte del cloro libero. Per una riduzione più stabile, anche dei sottoprodotti, si usano filtri a carbone attivo o sistemi a osmosi inversa.

L’osmosi inversa rimuove il cloro e i trialometani?

Sì. Un impianto a osmosi inversa, di norma abbinato a filtri a carbone, riduce il cloro e i sottoprodotti della disinfezione, oltre ad altri contaminanti come arsenico, nitrati e microplastiche. È la soluzione più completa tra quelle domestiche.

Perché il limite italiano è più basso di quello OMS?

La normativa europea e italiana applica spesso un margine di sicurezza prudenziale. Per i trialometani il limite è 100 µg/l, mentre per cloriti e clorati il valore di 0,25 mg/l è più severo dei 0,7 mg/l indicati dall’OMS.

Fonti
  1. D.Lgs 18/2023 (Allegato I) — recepimento della direttiva europea 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano.
  2. Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) — Linee guida sulla qualità dell’acqua potabile.
  3. Istituto Superiore di Sanità (ISS) e Ministero della Salute — controlli e parametri sull’acqua di rete.

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Ogni acquedotto è diverso e i valori cambiano da zona a zona. Se vuoi capire quali contaminanti interessano la tua zona e quale soluzione fa al caso tuo, puoi richiedere una consulenza gratuita con i nostri esperti: nessun impegno, solo informazioni chiare basate sui dati della tua acqua.

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