Giugno 21, 2026

Microplastiche nell’acqua: rubinetto, bottiglia e come ridurle

MICROPLASTICHE

Sono presenti sia nell’acqua del rubinetto sia in quella in bottiglia, ma è la bottiglia a contenerne spesso di più: ecco cosa dicono gli enti e come ridurle a casa.

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Contenuti verificati da
Annamaria Abbattista
Tecnico di laboratorio
In breve

Secondo l’OMS (2019), le microplastiche sono presenti sia nell’acqua del rubinetto sia in quella in bottiglia, ma le evidenze sui rischi per la salute restano limitate. L’acqua in bottiglia tende a contenerne di più, per il contatto con il contenitore in plastica. A livello domestico l’osmosi inversa, con membrane fino a 0,0001 micron, è il sistema più efficace per ridurle.

Le microplastiche nell’acqua sono minuscoli frammenti di plastica (sotto i 5 mm) presenti sia nell’acqua del rubinetto sia in quella in bottiglia. Diversi studi indicano che l’acqua in bottiglia ne contiene spesso di più di quella del rubinetto. Per ridurle a casa, la filtrazione a osmosi inversa è la tecnologia più efficace, perché la sua membrana trattiene particelle molto più piccole.

5mm
La soglia: sono microplastiche i frammenti sotto i 5 millimetri
0,01micron
Pori della membrana per ultrafiltrazione
0,0001micron
Pori della membrana a osmosi inversa

Cosa sono le microplastiche

Sono frammenti di plastica con dimensioni inferiori a 5 millimetri, che derivano dalla degradazione di oggetti più grandi o dal rilascio di materiali plastici. Sono ormai diffuse nell’ambiente — nell’aria, nel suolo, negli oceani — e si ritrovano anche nell’acqua destinata al consumo umano. Non sono visibili a occhio nudo.

Rubinetto o bottiglia: dove ce ne sono di più?

È controintuitivo, ma diverse ricerche internazionali hanno rilevato una maggiore presenza di microplastiche nell’acqua in bottiglia rispetto a quella di rubinetto. La spiegazione più probabile è il contatto prolungato con la plastica del contenitore e del tappo, soprattutto con il calore e i trasporti. L’acqua del rubinetto non è esente, ma il packaging in PET è una fonte aggiuntiva.

Da dove arrivano le microplastiche e come ridurle
Fonte di microplasticheCome ridurla
Bottiglie e contenitori in PETRidurre l’acqua in bottiglia, preferire acqua trattata in casa
Tubature e rete idricaFiltrazione al punto d’uso (osmosi inversa)
Bollitori e contenitori in plasticaPreferire vetro e acciaio

Cosa dicono gli enti sanitari

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, in un rapporto dedicato, ha osservato che con le conoscenze attuali le microplastiche presenti nell’acqua potabile non sembrano rappresentare un rischio per la salute ai livelli rilevati, sottolineando però che i dati sono ancora limitati e che servono ulteriori ricerche. È un tema di attenzione e precauzione, non di allarme: la direzione indicata è ridurre l’inquinamento da plastica e l’esposizione evitabile.

Come ridurre le microplastiche nell’acqua di casa

  • Osmosi inversa: la membrana ha pori molto più piccoli delle microplastiche, quindi le trattiene efficacemente insieme ad altri contaminanti.
  • Meno bottiglie: trattare l’acqua del rubinetto riduce sia le microplastiche da PET sia i rifiuti plastici.
  • Materiali giusti: conservare e bere l’acqua in vetro o acciaio, evitando la plastica con il caldo.
Le brocche a carboni attivi migliorano il sapore ma non sono progettate specificamente per le microplastiche: per una rimozione efficace al rubinetto la tecnologia di riferimento è l’osmosi inversa.

Trovi l’approccio completo ai contaminanti dell’acqua nella nostra guida ai contaminanti e ai limiti di legge.

Sistemi domestici a confronto sulle microplastiche
SistemaCome agisceEffetto sulle microplastiche
BollituraRiscalda l’acqua, non filtraNessuna rimozione diretta
Caraffa / carbone attivoRiduce cloro, odori, alcune sostanzeParziale (solo particelle più grandi)
UltrafiltrazioneMembrana con pori intorno a 0,01 micronElevata
Osmosi inversaMembrana con pori fino a 0,0001 micronMolto elevata
Fonte: elaborazione su dati OMS – Microplastics in drinking-water (2019) e specifiche tecniche delle membrane.

Da leggere anche

Se vuoi entrare nel pratico, abbiamo scritto passo per passo come eliminare le microplastiche dall’acqua di casa e cosa dice il Ministero sull’osmosi inversa, la tecnologia che le trattiene davvero; quando vuoi capire su cosa orientarti, qui trovi come scegliere un depuratore d’acqua senza farti fregare.

Domande frequenti

L’acqua del rubinetto contiene microplastiche?

Sì. Secondo l’OMS (2019), le microplastiche sono state rilevate sia nell’acqua del rubinetto sia in quella in bottiglia in diversi Paesi. Le concentrazioni variano molto in base alla fonte e ai metodi di analisi, non ancora standardizzati. L’Organizzazione segnala che servono dati più solidi e metodi di misura uniformi.

L’acqua in bottiglia ha più microplastiche del rubinetto?

In genere sì. Le rassegne disponibili indicano che l’acqua in bottiglia tende a contenere più microplastiche di quella del rubinetto, anche per il rilascio dal contenitore in plastica e dal tappo. Le quantità restano molto variabili tra marchi e lotti, e i metodi di conteggio non sono ancora uniformi a livello internazionale.

Le microplastiche nell’acqua fanno male?

Le evidenze sono ancora limitate. Secondo l’OMS (2019), sulla base dei dati attuali le microplastiche presenti nell’acqua potabile non risultano associate a un rischio definito per la salute, ma le conoscenze sono incomplete. L’Organizzazione raccomanda di proseguire la ricerca e di ridurre l’inquinamento da plastica all’origine.

Come si riducono le microplastiche dall’acqua di casa?

A livello domestico i sistemi più efficaci sono quelli a membrana. L’osmosi inversa, con membrane fino a 0,0001 micron, e l’ultrafiltrazione, con pori intorno a 0,01 micron, trattengono anche le particelle più piccole. I filtri a carbone attivo agiscono soprattutto su cloro e odori e hanno un effetto solo parziale sulle microplastiche.

La bollitura elimina le microplastiche?

Da sola no. La bollitura non filtra le microplastiche e l’acqua bollita conserva le particelle eventualmente presenti. Alcuni studi recenti suggeriscono che nelle acque dure parte delle particelle più piccole possa restare intrappolata nel calcare, ma il dato è preliminare. Per rimuoverle servono sistemi di filtrazione a membrana.

La caraffa filtrante rimuove le microplastiche?

Solo in parte. Le caraffe a carbone attivo sono pensate per ridurre cloro, odori e alcune sostanze, non per trattenere in modo specifico le microplastiche. Possono fermare le particelle più grandi, ma non quelle micrometriche. Per un’azione mirata servono ultrafiltrazione o osmosi inversa a membrana.

L’osmosi inversa rimuove le microplastiche?

Sì, è il sistema domestico più efficace. La sua membrana, con pori fino a 0,0001 micron, è molto più piccola delle microplastiche (in genere oltre 1 micron) e ne trattiene la quota più ampia, insieme ad altri contaminanti come arsenico e nitrati. L’acqua filtrata va poi consumata in tempi ragionevoli.

Cosa dice la legge italiana sulle microplastiche nell’acqua?

La normativa di riferimento è il D.Lgs 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184 sulle acque destinate al consumo umano. Non fissa ancora un limite numerico specifico per le microplastiche: a livello europeo è prevista una metodologia di monitoraggio dedicata, con le microplastiche tra i parametri da tenere sotto osservazione.

Fonti
  1. EFSA — Presence of microplastics and nanoplastics in food: parere sulla presenza di micro e nanoplastiche negli alimenti.
  2. OMS (WHO) – Microplastics in drinking-water (2019): presenza nel ciclo dell’acqua e rimozione nei trattamenti.
  3. ISS – ISSalute, Microplastiche: diffusione ed effetti sulla salute: definizione, esposizione e rischi.
  4. EUR-Lex – Direttiva (UE) 2020/2184: qualità delle acque destinate al consumo umano (recepita con il D.Lgs. 18/2023).

Le microplastiche le trattieni, non le speri via

Bollire l’acqua non serve contro le microplastiche e le bottiglie ne aggiungono altre. Osmolife è un depuratore a osmosi inversa con alcalinizzazione (pH 9.3) che le trattiene dal tuo stesso rubinetto: lasciaci nome, numero e città e un nostro esperto ti richiama con una consulenza gratuita.

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