Luglio 8, 2026

Arsenico nell’acqua del rubinetto: le zone a rischio in Italia (e cosa fare)

ACQUA DEL RUBINETTO · ZONE A RISCHIO

Dove in Italia l’arsenico esce davvero dal rubinetto — Lazio, Toscana, Campania — perché ha origine vulcanica e i passi concreti per verificare la tua zona.

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Contenuti verificati da
Annamaria Abbattista
Tecnico di laboratorio
In breve

L’arsenico nell’acqua del rubinetto non è ovunque: si concentra nell’Italia centrale vulcanica. Le aree storicamente più interessate sono il viterbese e l’alto Lazio (caldera del Lago di Vico), il Monte Amiata in Toscana e i Campi Flegrei con l’area vesuviana in Campania. L’origine è geologica, il limite di legge è 10 µg/L (D.Lgs 18/2023): il primo passo è consultare i parametri del tuo gestore idrico.

“C’è arsenico nel MIO rubinetto?” è la domanda giusta, perché la risposta cambia radicalmente da comune a comune. L’arsenico nelle acque italiane ha origine geologica e si addensa in poche zone precise, quelle di antico vulcanismo. Qui trovi la mappa delle aree a rischio documentate da ARPA e autorità sanitarie, perché succede proprio lì, e i passi concreti per verificare la situazione di casa tua. Per i limiti nel dettaglio e per la rimozione rimandiamo alle guide dedicate.

10µg/L
Limite di legge per l’arsenico nell’acqua potabile (D.Lgs 18/2023)
127µg/L
Picco di arsenico rilevato nel bacino del Lago di Vico (analisi ARPA Lazio)
65,2%
Campioni oltre il limite nell’area vulcanica dei Monti Sabatini (ARPA Lazio)

In quali zone d’Italia l’acqua del rubinetto rischia di avere arsenico?

Le aree a rischio documentato sono concentrate nell’Italia centrale di origine vulcanica: il viterbese e l’alto Lazio (distretti Vulsini, Cimini, Sabatini e la caldera del Lago di Vico), il Monte Amiata in Toscana con l’acquedotto del Fiora, e in Campania i Campi Flegrei e l’area vesuviana. Fuori da questi distretti, l’acqua è quasi sempre conforme al limite di 10 µg/L.

Arsenico nell’acqua del rubinetto: le zone a rischio in Italia
AreaOrigine vulcanicaSituazione arsenicoRiferimento
Lazio – viterbese e alto Lazio (Tuscia)Vulsini, Cimini, Sabatini, caldera del Lago di VicoStoricamente oltre il limite; ordinanze di non potabilitàARPA Lazio · ASL Viterbo
Lazio – nord della provincia di RomaMonti Sabatini65,2% dei campioni sopra 10 µg/LARPA Lazio
Toscana – Monte Amiata, alta Tuscia (Grosseto, Siena)Apparato vulcanico dell’Amiata, manifestazioni geotermicheValori variabili, in alcune sorgenti oltre il limiteARPAT
Campania – Campi Flegrei e area vesuvianaCaldera flegrea, apparato del VesuvioArsenico e fluoruri spesso oltre i limiti, origine naturaleARPAC · Regione Campania
Resto d’Italia (fuori dai distretti vulcanici)AssenteGeneralmente conforme al limite di 10 µg/LGestori idrici locali
Fonte: rapporti ARPA regionali e ordinanze delle autorità sanitarie competenti. La situazione va sempre verificata sul singolo comune e aggiornata, perché i valori dipendono dalla specifica captazione e dagli impianti di trattamento in funzione.
Arsenico nell'acqua del rubinetto: campagna dell'Italia centrale, zone a rischio

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Perché proprio nell’Italia centrale? L’origine vulcanica

L’arsenico di queste zone è geogenico: non arriva da uno sversamento industriale, ma dalle rocce. Nei distretti vulcanici quaternari dell’Italia centrale — Lazio, Toscana meridionale e Campania — l’acqua che percola nelle falde attraversa rocce vulcaniche e, sull’Amiata, risente anche delle manifestazioni geotermiche: in questo passaggio scioglie naturalmente arsenico. È un fatto geologico, non un’anomalia.

Per lo stesso motivo il problema è “a macchia”: due comuni vicini possono avere valori molto diversi a seconda di quale sorgente li alimenta e di quali impianti di dearsenificazione sono attivi. Ecco perché non esiste una risposta valida per tutta la regione, ma solo per la tua rete idrica. Il tema di fondo — cos’è l’arsenico e quali sono i limiti — lo abbiamo trattato nella guida completa all’arsenico nell’acqua.

Lazio: il caso del viterbese e del Lago di Vico

Il viterbese è il caso più noto d’Italia. Il Lago di Vico è un’antica caldera vulcanica naturalmente ricca di arsenico, e nel bacino le analisi ARPA hanno rilevato valori fino a 127 µg/L, oltre dieci volte il limite. Nell’area vulcanica dei Monti Sabatini, a nord di Roma, il 65,2% dei campioni supera i 10 µg/L (ARPA Lazio).

Le conseguenze sono concrete e durano da anni: ordinanze di non potabilità a Caprarola (2012) e Ronciglione (2015) mai revocate, e nel 2025 un nuovo divieto d’uso alimentare a Viterbo per le zone servite da una rete con valori oltre soglia, sulla base delle analisi di ARPA Lazio. La situazione è stata così persistente che, con sentenza del 7 settembre 2023, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha condannato l’Italia proprio per l’arsenico in diversi comuni del viterbese. Dal 2015 nell’area sono stati messi in funzione una sessantina di impianti di dearsenificazione (ASL Viterbo) per riportare l’acqua entro i limiti.

Toscana: Monte Amiata e l’acquedotto del Fiora

In Toscana il nodo è il Monte Amiata, apparato vulcanico che alimenta l’acquedotto del Fiora (provincia di Grosseto e 27 comuni del senese). Qui l’arsenico è legato all’alterazione delle rocce vulcaniche e alle manifestazioni geotermiche dell’area. ARPAT monitora la presenza di arsenico nelle acque destinate al consumo umano: in diverse sorgenti i valori sono variabili e in alcune hanno superato la soglia dei 10 µg/L.

Campania: Campi Flegrei e area vesuviana

In Campania le aree critiche sono i Campi Flegrei e la zona vesuviana: qui gli acquiferi di natura vulcanica presentano spesso arsenico e fluoruri oltre i limiti di potabilità, per composizione geologica naturale (Regione Campania, monitoraggio ARPAC). Non mancano casi puntuali segnalati dalle cronache, come divieti d’uso emessi a livello comunale dopo il riscontro di arsenico oltre soglia. Per chi vive tra Lazio e Campania, è un motivo in più per verificare la propria captazione anziché dare per scontata la conformità.

Attenzione alla storia delle deroghe: tra il 2011 e il 2012 l’Unione europea concesse ad alcuni comuni di Lazio e Toscana (tra cui Roma, Viterbo, Latina, Livorno, Siena e Pisa) un limite temporaneo più alto, fino a 20 µg/L, poi scaduto il 31 dicembre 2012. Se il tuo comune rientrava in quelle deroghe, non significa che oggi ci sia un problema — ma è un buon motivo per controllare i parametri attuali del tuo gestore.

Cosa fare in concreto se vivo in una zona a rischio

Sapere che la tua area è “vulcanica” non basta: serve il dato della tua rete. Ecco i passi concreti, in ordine, dal più semplice al più mirato:

  1. Consulta i parametri del tuo gestore idrico. Per legge il gestore pubblica periodicamente le analisi dell’acqua distribuita: cerca la voce “Arsenico” e confrontala con il limite di 10 µg/L.
  2. Verifica le ordinanze del tuo Comune e della ASL. In caso di superamenti vengono emessi avvisi o divieti d’uso alimentare per zone specifiche: sono pubblici e circoscritti a determinate reti.
  3. Controlla la data dell’analisi. Un valore basso ma vecchio dice poco: la presenza di impianti di dearsenificazione può cambiare la situazione nel tempo, in un senso o nell’altro.
  4. Se hai un pozzo privato, fai analizzare l’acqua. I pozzi non passano dall’acquedotto e nelle aree vulcaniche sono i più esposti: serve un’analisi di laboratorio accreditato.
  5. Se vuoi abbattere l’arsenico direttamente al rubinetto, la tecnologia efficace è l’osmosi inversa, che ne riduce la concentrazione fino al 90-99%. Come funziona e quale scegliere lo spieghiamo in come eliminare l’arsenico dall’acqua di casa e in come avere acqua senza arsenico al rubinetto.
Perché tutta questa attenzione a un limite di 10 µg/L? Perché l’arsenico inorganico è classificato dallo IARC nel Gruppo 1 e l’OMS indica lo stesso valore guida di 10 µg/L: è un’informazione di contesto che spiega la severità della normativa. Un depuratore agisce sulla qualità dell’acqua, non è uno strumento sanitario: ogni valutazione di salute va fatta con il proprio medico.

L’acqua del rubinetto con arsenico è pericolosa?

Dove l’acqua rispetta il limite di 10 µg/L è considerata idonea al consumo secondo il D.Lgs 18/2023. Il tema riguarda l’esposizione prolungata a valori superiori alla soglia: per questo, quando i controlli rilevano superamenti, le autorità sanitarie competenti emettono divieti d’uso mirati. La domanda utile non è “l’arsenico fa male”, ma “quanto ne contiene la mia acqua, oggi”: ed è un dato verificabile.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se nella mia zona c’è arsenico nell’acqua del rubinetto?

Consulta le analisi pubblicate dal tuo gestore idrico e le eventuali ordinanze del Comune o della ASL: sono pubbliche e aggiornate periodicamente. Cerca la voce “Arsenico” e confrontala con il limite di 10 µg/L (D.Lgs 18/2023). Per un pozzo privato serve un’analisi di laboratorio accreditato.

In quali regioni italiane l’arsenico nell’acqua è più diffuso?

Nelle aree vulcaniche dell’Italia centrale: Lazio (viterbese e alto Lazio, con la caldera del Lago di Vico), Toscana meridionale (Monte Amiata) e Campania (Campi Flegrei e area vesuviana). L’origine è geologica. Fuori da questi distretti l’acqua è quasi sempre entro i 10 µg/L di legge.

Perché a Viterbo e nel viterbese l’acqua ha spesso arsenico?

Perché il territorio è di origine vulcanica: il Lago di Vico è un’antica caldera e le falde attraversano rocce che rilasciano arsenico in modo naturale. Le analisi ARPA hanno rilevato valori fino a 127 µg/L nel bacino, con ordinanze di non potabilità attive in più comuni da anni.

Se il mio Comune ha avuto una deroga sull’arsenico, l’acqua di oggi è a posto?

Non è automatico. Le deroghe europee fino a 20 µg/L per alcuni comuni di Lazio e Toscana sono scadute il 31 dicembre 2012. Da allora molte reti sono state adeguate con impianti di dearsenificazione, ma la situazione va verificata sui parametri attuali del tuo gestore idrico, non sullo storico.

Ho un pozzo privato in Lazio o Campania: come controllo l’arsenico?

I pozzi non passano dall’acquedotto e nelle aree vulcaniche sono i più esposti. L’unico modo affidabile è far analizzare un campione da un laboratorio accreditato, chiedendo esplicitamente il parametro arsenico. Se il valore supera i 10 µg/L, l’osmosi inversa è la tecnologia che lo abbatte al rubinetto.

Come si toglie l’arsenico dall’acqua del rubinetto?

La tecnologia efficace è l’osmosi inversa, che riduce l’arsenico fino al 90-99% spingendo l’acqua attraverso una membrana semipermeabile. Non entriamo qui nel dettaglio: trovi il metodo passo passo nella guida come eliminare l’arsenico dall’acqua di casa.

Fonti
  1. D.Lgs 18/2023 (recepimento Direttiva UE 2020/2184 sulle acque destinate al consumo umano) e D.Lgs 102/2025 correttivo, in vigore dal 19 luglio 2025 — limite arsenico 10 µg/L
  2. ARPA Lazio — rapporti sull’arsenico nelle acque potabili (Monti Sabatini, bacino del Lago di Vico)
  3. ASL Viterbo — controllo acque, arsenico e fluoruri; impianti di dearsenificazione
  4. ARPAT — presenza di arsenico nelle acque destinate al consumo umano in Toscana (Monte Amiata)
  5. ARPAC / Regione Campania — monitoraggio acque sotterranee (Campi Flegrei, area vesuviana)
  6. Corte di Giustizia dell’Unione europea — sentenza 7 settembre 2023 su comuni del viterbese
  7. OMS (WHO) — valore guida 10 µg/L; IARC — arsenico inorganico, Gruppo 1

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