Giugno 19, 2026

Arsenico nelle acque minerali: la tabella dei limiti di legge

ACQUA MINERALE

Il riferimento di legge è 10 µg/L: ecco come verificarlo sulla bottiglia che hai in mano, senza fidarti dei numeri per marca che girano online.

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Contenuti verificati da
Annamaria Abbattista
Tecnico di laboratorio
In breve

Anche le acque minerali in bottiglia devono rispettare il limite di 10 µg/L di arsenico previsto dalla normativa italiana (D.Lgs. 18/2023, dir. UE 2020/2184): è lo stesso limite dell’acqua del rubinetto. I valori delle acque regolarmente in commercio sono di norma sotto la soglia di legge. Tracce naturali sono quasi sempre presenti: la domanda giusta non è “se” un’acqua contiene arsenico, ma quanto, e se il dato è scritto in etichetta.

In Italia il valore di arsenico nelle acque minerali è riportato per legge in etichetta, nella tabella dell’analisi chimica. Il limite di riferimento per l’acqua potabile è 10 microgrammi per litro (µg/L): leggere l’etichetta è il modo più semplice e ufficiale per confrontare le diverse acque.

10µg/L
Limite di legge per l’arsenico (D.Lgs. 18/2023)
90-99%
Riduzione dell’arsenico con l’osmosi inversa
50→10µg/L
Il limite dell’arsenico sceso nel tempo (DPR 236/1988 → D.Lgs 18/2023)

Quanto arsenico c’è nelle acque minerali?

Le acque minerali in commercio in Italia contengono arsenico in tracce, ma per legge sempre sotto i 10 µg/L (D.Lgs. 18/2023), lo stesso limite del rubinetto. Il valore esatto, quando dichiarato, è nel pannello “analisi chimica” in etichetta: cerca la voce “Arsenico” espressa in µg/L o mg/L (0,010 mg/L = 10 µg/L).

Cerchi il valore di una marca precisa?

Se sei arrivato qui cercando “acqua Valmora arsenico”, “Levissima arsenico”, “Ferrarelle arsenico” o “acqua Ginevra, Grazia, Claudia, Sant’Anna arsenico”, la risposta onesta è che quasi nessuna marca dichiara l’arsenico in etichetta, perché la legge non lo impone. I numeri per marca che girano online vengono quasi tutti da una sola indagine del 2010: dati ufficiali all’epoca, ma vecchi di oltre quindici anni, e una sorgente può essere cambiata. Per questo non diamo un numero che non possiamo garantire aggiornato: diamo il modo per verificarlo sulla bottiglia che hai in mano.

Perché l’arsenico finisce nelle acque minerali

Le acque minerali naturali sgorgano da falde profonde e attraversano rocce e terreni: in alcune zone, soprattutto di origine vulcanica, possono contenere arsenico disciolto in modo naturale. Non è un’adulterazione: è la composizione geologica della sorgente. Proprio per questo la legge impone di dichiarare i valori in etichetta e di rispettare limiti precisi.

L’arsenico nelle acque ha origine geologica: è naturalmente più presente in alcune aree dell’Italia centrale di origine vulcanica (parti di Lazio, Toscana e Campania), dove le falde possono contenerne quantità più elevate. Proprio per questo, in passato, alcune zone hanno avuto bisogno di deroghe temporanee sui limiti e di interventi di dearsenificazione degli acquedotti.

Perché in Italia centrale i valori sono naturalmente più alti

Se vivi in Lazio, Toscana, Umbria o Campania e trovi valori di arsenico più alti, di solito non è inquinamento: è geologia. In queste zone gli acquiferi attraversano rocce di origine vulcanica e geotermica (area dei Colli Albani e del Viterbese, Monte Amiata, Campi Flegrei) e l’arsenico naturale (geogenico) finisce nell’acqua di falda. È il motivo per cui, tra il 2010 e il 2012, diversi Comuni dell’Italia centrale ottennero deroghe temporanee proprio sull’arsenico. Resta valido il punto: in commercio, sotto i 10 µg/L per legge.

Cosa dice la legge

Il riferimento per l’arsenico nell’acqua destinata al consumo umano è 10 µg/L, in linea con il D.Lgs. 18/2023 (recepimento della Direttiva UE 2020/2184) e con la linea guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le acque minerali in commercio devono rispettare i limiti previsti dalla normativa di settore e riportare i valori analitici in etichetta, sotto il controllo delle autorità sanitarie competenti.

Il limite di legge dell’arsenico nell’acqua in Italia
Riferimento normativoLimite arsenicoCosa significa
DPR 236/1988 (storico)50 µg/LVecchio limite italiano, oggi superato.
D.Lgs. 31/2001 (in vigore dal 2003)10 µg/LAllineamento al valore guida dell’OMS.
Deroghe 2010–2012 (alcune aree dell’Italia centrale)fino a 20 µg/LTemporanee, per arsenico geologico; scadute a fine 2012.
D.Lgs. 18/2023 (dir. UE 2020/2184)10 µg/LLimite oggi in vigore, per rubinetto e minerali.
Linea guida OMS10 µg/LValore guida internazionale di riferimento.
Le acque regolarmente in commercio rispettano il limite vigente: sono per legge sotto i 10 µg/L. La tabella mostra l’evoluzione del limite normativo nel tempo, non i valori delle singole marche. Fonte: normativa citata e linea guida OMS.

Come leggere l’etichetta

Sul retro di ogni bottiglia trovi la composizione chimica media. Per l’arsenico:

  1. Cerca la voce “Arsenico” nella tabella analitica (di solito espressa in µg/L o mg/L).
  2. Confronta il valore con il riferimento di 10 µg/L: più è basso, meglio è.
  3. Controlla anche la data dell’analisi: deve essere recente e fatta da laboratorio accreditato.
Attenzione alle unità di misura: 1 mg/L = 1.000 µg/L. Un valore scritto come 0,005 mg/L equivale a 5 µg/L, e 0,01 mg/L equivale a 10 µg/L, cioè il limite massimo.

Come leggere l’arsenico sull’etichetta dell’acqua minerale, passo per passo

  1. Gira la bottiglia e cerca la tabella “Analisi chimica e chimico-fisica”.
  2. Tra i parametri in tracce cerca la voce “Arsenico”, espressa in µg/L (microgrammi/litro) o in mg/L. Attenzione all’unità: 0,01 mg/L equivale a 10 µg/L.
  3. Confronta con il limite di legge: deve essere sotto i 10 µg/L.
  4. Se la voce “Arsenico” non c’è, significa solo che non è dichiarata (la legge non obbliga a riportarla), non che sia assente. In quel caso il dato, quando pubblicato, si trova sul sito dell’azienda (analisi con data e laboratorio) o nelle analisi ufficiali di Regioni, ISS e ARPA.

E l’acqua del rubinetto?

Anche l’acqua dell’acquedotto deve rispettare il limite di 10 µg/L ed è controllata dal gestore idrico, che pubblica i parametri della tua zona. Se vuoi un controllo aggiuntivo a casa e l’eliminazione dell’arsenico al rubinetto, la tecnologia adatta è l’osmosi inversa: ne parliamo nella guida come eliminare l’arsenico dall’acqua di casa e nella guida completa all’arsenico nell’acqua.

Come capire quanto arsenico c’è nella tua acqua minerale

Non esiste una classifica ufficiale e aggiornata “marca per marca”: i valori dipendono dalla singola sorgente e cambiano nel tempo. Il modo corretto e verificabile per confrontare le acque è leggere l’etichetta della bottiglia e, per l’acqua di casa, consultare i parametri pubblicati dal tuo gestore idrico.

I 3 passi per verificare l’arsenico della tua acqua

  1. Acqua in bottiglia: cerca “Arsenico” nella tabella analitica in etichetta e confrontalo con il riferimento di 10 µg/L.
  2. Acqua del rubinetto: consulta i parametri pubblicati dal gestore idrico della tua zona (sono pubblici e aggiornati periodicamente).
  3. Controlla la data dell’analisi: un valore basso ma vecchio dice poco sulla situazione attuale.

Se vivi in un’area dove l’arsenico è naturalmente più alto e vuoi un’acqua a tenore ridotto direttamente al rubinetto, la tecnologia che lo abbatte in modo efficace è l’osmosi inversa: vedi come eliminare l’arsenico dall’acqua di casa.

Se vuoi togliere il problema a monte, l’osmosi inversa riduce e rimuove l’arsenico dall’acqua insieme ad altri contaminanti in tracce: è un dato di prestazione del sistema di filtrazione. Bevi l’acqua del tuo rubinetto già trattata, senza dipendere da quello che è (o non è) scritto sull’etichetta di una bottiglia.

Fonti normative: D.Lgs. 18/2023 (Gazzetta Ufficiale n. 55 del 06/03/2023); Direttiva UE 2020/2184; D.Lgs. di recepimento dir. 2009/54/CE sulle acque minerali (controllo delle autorità sanitarie competenti); analisi pubblicate da ISS/ARPA e indagini indipendenti (Altroconsumo).

Domande frequenti

Dove trovo il valore di arsenico di un’acqua minerale?

Nella tabella della composizione chimica stampata in etichetta, alla voce “Arsenico”, quando è dichiarato: per le acque minerali la legge non obbliga sempre a riportarlo, ma l’acqua deve rispettare il limite di 10 µg/L.

Qual è il limite di arsenico per le acque?

Il riferimento per l’acqua destinata al consumo umano è 10 µg/L (D.Lgs. 18/2023 e linea guida OMS).

Un’acqua con poco arsenico è sempre meglio?

A parità di altri fattori, un valore di arsenico più basso è preferibile. L’etichetta resta il riferimento ufficiale e verificabile per confrontare.

Quanto arsenico può esserci nell’acqua minerale?

Il limite di legge per l’arsenico nell’acqua è 10 µg/L, lo stesso valore previsto dal D.Lgs 18/2023 e applicato anche alle acque minerali naturali. In alcune zone vulcaniche, come Lazio, Campania e Toscana, i valori riportati in etichetta possono avvicinarsi a quel tetto. Controlla sempre la voce “arsenico” nel pannello analitico.

Come leggo il valore di arsenico sull’etichetta dell’acqua?

L’arsenico compare nel pannello “composizione analitica” espresso in µg/L o in mg/L. Un valore di 0,010 mg/L equivale a 10 µg/L, cioè il limite massimo. Se la voce è assente o riportata come “inferiore al limite di rilevabilità”, la concentrazione è sotto la soglia misurabile dal laboratorio.

L’arsenico nell’acqua si elimina bollendola?

No, bollire l’acqua non rimuove l’arsenico: l’ebollizione lo concentra invece di ridurlo, perché evapora solo l’acqua e l’elemento resta nel liquido. L’arsenico è inorganico e stabile al calore. Per ridurlo servono trattamenti specifici come l’osmosi inversa, l’adsorbimento su ossidi di ferro o la distillazione.

L’osmosi inversa rimuove l’arsenico?

Sì, l’osmosi inversa riduce l’arsenico fino al 90-99% a seconda della forma chimica. La membrana semipermeabile trattiene gli ioni inorganici disciolti. L’arsenico pentavalente (As V) viene rimosso più efficacemente del trivalente (As III), motivo per cui alcuni impianti aggiungono una fase di pre-ossidazione.

Qual è il limite di arsenico nell’acqua potabile in Italia?

Il limite è 10 µg/L, pari a 0,010 mg/L, stabilito dal D.Lgs 18/2023 che recepisce la direttiva europea 2020/2184. Lo stesso valore vale per l’acqua del rubinetto e per le acque destinate al consumo umano. È il riferimento adottato anche dall’OMS nelle sue linee guida sulla qualità dell’acqua.

L’acqua del rubinetto ha più arsenico di quella in bottiglia?

Dipende dalla zona: sia l’acqua di rubinetto sia alcune minerali possono contenere arsenico di origine geologica, soprattutto in aree vulcaniche. Entrambe devono comunque rispettare il limite di 10 µg/L. L’unico modo per saperlo è leggere i report ARPA della rete locale e il pannello analitico in etichetta.

Perché alcune acque minerali hanno più arsenico?

L’arsenico nelle acque minerali ha origine naturale geologica: deriva dalle rocce vulcaniche attraversate dalla falda. In Italia le concentrazioni più alte si registrano nel Lazio, in Campania e in Toscana. Non è un contaminante industriale, ma un elemento presente nel sottosuolo che si scioglie lentamente nell’acqua.

Esiste una tabella ufficiale dell’arsenico nelle acque minerali italiane?

No, non esiste una tabella ufficiale e aggiornata “marca per marca”: il valore dipende dalla singola sorgente e cambia nel tempo. L’unico riferimento ufficiale è la tabella dei limiti di legge (10 µg/L, D.Lgs. 18/2023) e il valore riportato in etichetta sulla bottiglia. I numeri per marca che girano online derivano quasi tutti da una singola indagine del 2010.

Il limite dell’arsenico nell’acqua è sempre stato 10 µg/L?

No. In passato il limite italiano era 50 µg/L (DPR 236/1988). È sceso a 10 µg/L con il D.Lgs. 31/2001, in vigore dal 2003. Tra il 2010 e il 2012 alcune aree dell’Italia centrale ebbero deroghe temporanee (fino a 20 µg/L) per l’arsenico geologico. Oggi il limite confermato è 10 µg/L (D.Lgs. 18/2023).

Cosa controllo se in etichetta non c’è scritto l’arsenico?

Se la voce “Arsenico” non compare, significa solo che non è dichiarata (la legge non obbliga a riportarla), non che sia assente. In quel caso, se pubblicato, il dato si trova sul sito del produttore (analisi con data e laboratorio) oppure nelle analisi ufficiali di Regioni, ISS e ARPA. Il limite di riferimento resta 10 µg/L.

Fonti
  1. OMS (WHO) – Arsenic, fact sheet: valore guida di 10 µg/L ed effetti dell’esposizione cronica.
  2. EUR-Lex – Direttiva (UE) 2020/2184: qualità delle acque destinate al consumo umano (recepita in Italia con il D.Lgs. 18/2023).
  3. ISS – ISSalute, Metalli pesanti negli alimenti: arsenico inorganico e fonti di esposizione.
  4. IARC – Monographs (Vol. 100C): arsenico classificato nel Gruppo 1 (cancerogeno per l’uomo).

Da leggere anche

Se vuoi andare a fondo, qui trovi i limiti di legge dell’arsenico nell’acqua del rubinetto e come eliminare l’arsenico in casa con un depuratore. E se pensi che la bottiglia ti salvi, leggi perché ci sono microplastiche anche nell’acqua in bottiglia, poi guarda come scegliere il depuratore adatto.

L’arsenico non ha odore né sapore

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